DISO (LE), 10-11-12 Agosto 2004 - Piazza Carlo Alberto

Giunge alla sua 6^ Edizione, e con un patrimonio di tutto rispetto, "Etnica Diso Folk Festival", manifestazione dedicata alla musica popolare, organizzata a Diso (LE) da "Ariacorte" (oggi "Compagnia Aria Corte") con il patrocinio del Comune di Diso, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia.
Il 10, 11 e 12 Agosto 2004, sul palco allestito nella suggestiva Piazza Carlo Alberto, saliranno artisti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale per far incontrare sonorità, ritmi, parole, culture, sensibilità.
In questa Edizione il concetto di contaminazione di generi è volutamente ancora più accentuato rispetto agli altri anni; una risposta intelligente e creaticva alla globalizzazione artistica: la voglia di condividere le esperienze artistiche più lontane e diverse attraverso il linguaggio universale della musica.
"Etnica Diso Folk Festival" ha il grande merito di essere un evento di qualità che coinvolge gli appassionati del genere, ma richiama anche il grande pubblico: è proprio la qualità il punto di partenza delle scelte del direttore artistico della "Compagnia Aria Corte" FRANCESCO CORVAGLIA.
Nei suoi 6 anni di storia "Etnica Diso Folk Festival" si è evoluto: è una manifestazione che ha un solido punto di partenza, cioè l'amore per la musica popolare, ma anche uno sguardo al futuro. In poche parole: EVOLUZIONE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE.
Ad inaugurare ufficialmente il Festival saranno i "MODENA CITY RAMBLERS", che presenteranno l'ultimo lavoro "Viva la Vida, Muera la Muerte!".
Si tratta di un appuntamento imperdibile, perchè tappa unica in provincia di Lecce.
Durante i 3 giorni di evento si esibiranno due gruppi di musica popolare salentina, che seguono un percorso di ricerca e riscoperta delle tradizioni musicali della propria terra: "Ariacorte" (oggi "Compagnia Aria Corte") di Diso e gli "ARSURA" di Ugento.
Dal Molise interverrà il colletivo folk-rock "RISERVA MOAC", unione di artisti provenienti da strade musicali diverse che propone una scelta musicale minimale creato da un sound basato principalmente sulla forza di strumenti acustici come la zampogna, ciaramella, fisarmonica o la sezione degli aerofoni, fatti letteralmente incidentare con ritmiche e strumenti provenienti da più parti del mondo e la ricerca di nuovi influssi e contaminazioni musicali, sfruttando le opportunità offerte dagli strumenti contemporanei.
La Riserva Moac ha vinto l'Arezzo Wave del 2003 e hanno partecipato in rappresentanza dell'Italia, al prestigioso "Festival Interceltique de Lorient, sempre nel 2003.
Dalla Campania, il gruppo "SPACCANAPOLI", con il suo leader Marcello Colasurdo, si esibirà con un concerto dove la musica tradizionale napoletana assorbe e sintetizza le influenze sonore e culturali che, storicamente, sono pervenute dal bacino del Mediterraneo.

PROGRAMMA

Martedì 10 Agosto
ore 21.00 - Jam Session
ore 22.30 - MODENA CITY RAMBLERS (Costo del biglietto: 5 Euro)
Mercoledì 11 Agosto
ore 21.30 - ARSURA
ore 23.00 - RISERVA MOAC
Giovedì 12 Agosto
ore 21.30 - "Ariacorte" (oggi "Compagnia Aria Corte")
ore 23.00 - M. COLASURDO E SPACCANAPOLI

Manifesto

Etnica Diso Folk Festival 2004

MODENA CITY RAMBLERS

I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo folk irlandese, che suona per la strada, o per amici e parenti.
Nel 1994 pubblicano il primo album, "Riportando tutto a casa", in cui rivendicano la loro identità meticcia, l'Irlanda e l'Emilia, la resistenza e gli anni Settanta, i viaggi e le lotte. 
Le loro coinvolgenti ballate trascinano il pubblico anche per la veemenza polemica dei testi.
Ma la grande utopia dei Modena City Ramblers ha continuato a vivere nel secondo disco, "La grande famiglia", dedicato al pubblico.
E soprattutto nei versi di "Terra e libertà", il terzo album, che attraversa i sogni di riscatto del Messico di "Emiliano Zapata" ed "el Sup Marcos", viaggia tra i campi dei "Saharawi" e segue le tracce lasciate da "Ernesto Guevara" (non ancora "Che") alla scoperta del suo continente.
Gli strumenti sono la fisarmonica della tradizione italiana e la "uileànn pipe" di quella celtica; la chitarra e l'armonica del vecchio Woody Guthrie, le percussioni latino-americane, le chitarre elettriche e le batterie rock.
Fuori campo (1999) è invece un disco nato in modo molto diverso da come di solito i Ramblers progettano e realizzano i propri lavori.
Senza un titolo di riferimento, semplicemente scrivendo canzoni e portandole in studio per essere arrangiate e completate.
In Irlanda, nel corso della pre-produzione, il gruppo ha raccolto diversi contributi di ottimi musicisti locali, che ha poi utilizzato nelle registrazioni vere e proprie del disco. Il risultato pero' non e' stato sempre all'altezza.
Certo, ballate trascinanti come "Danza etnica" non mancano, ed e' forte l'impronta del "Manu Chao" di "Clandestino", ma si ha l'impressione, in definitiva, che i Ramblers abbiano fatto di meglio.
Come nell'album, "Raccolti", vero compendio del loro repertorio, interamente acustico e inciso dal vivo durante una tournée nei pub.
La formazione emiliana torna nel 2002 con l'album "Radio Rebelde", dal nome dell'emittente fondata da Che Guevara ai tempi della lotta nella Sierra Maestra.
Il singolo apripista, "Una perfecta excusa", è la traduzione in musica di un testo regalato al gruppo emiliano dallo scrittore cileno Luis Sepulveda. "Puoi trovare 'una perfetta scusa' per andare sempre avanti, sperando in un cambiamento", dicono i Modena City Ramblers.
Ma in realtà è il loro armamentario retorico-demagogico ad avere perso ogni spinta innovativa.
Anche la copertina del cd, una grande bandiera rossa sventolata da un omino nero che si arrampica su un'antenna per le trasmissioni, sa ormai pateticamente di deja vu.
Nella tv italiana, che non riesce a dare un contesto adeguato alla musica, anche i messaggi più importanti rischiano di perdersi.
Quello di Jovanotti, ad esempio, portato in mezzo alle 'letterine', è stato inefficace".
Ma al di là, ciò che accomuna i Modena City Ramblers proprio al famigerato Jovanotti è l'impareggiabile banalità demagogica dei testi.
Musicalemnte, comunque, "Radio Rebelde" segna un'evoluzione della loro patchanka celtica, dove ora il punk, l'elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici si sono aggiunti alla originaria componente folk.
Accanto all'attività live ed in sala d'incisione, sulla scia dell'esperienza produttiva di Cisco con “La Casa del Vento”, il gruppo inaugura anche una propria etichetta di produzione discografica, la Modena City Records, per produrre una serie di band emergenti folk e di progetti paralleli. 
"¡Viva la Vida, Muera la Muerte!" esce nel 2004, con Max Casacci dei Subsonica in cabina di regia.
I MCR continuano a prendersi maledettamente sul serio: lo spirito verace e scanzonato dei primi dischi à-a Pogues si è dissolto, e quel che resta non è né abbastanza "impegnato" da meritare titoli sociali, né abbastanza accattivante da ricevere onori sul piano musicale.
Frutto dell'immancabile viaggio in Chapas sulle orme del Comandante Marcos, il disco risente di questa nuova infatuazione latina della band, tangibile fin dalla possente title track, dalle marcate connotazioni messicane, grazie al binomio trombe & percussioni.
"Il Presidente" è la solita tiritera anti-berlusconiana, con poca ironia e qualche spunto musicale indovinato.
"I Cento Passi" è praticamente la fotocopia di "La Banda del Sogno Interrotto" e non bastano gli spezzoni dall'omonimo film per darle un senso qualsiasi.
E falliscono anche ballate mosce come “Ramblers Blues” ed “Ebano”.
A salvarsi, alla fine, sono semplici canzoni in dialetto come "Stella Del Mare", "Al Fiòmm", "La Fòla ed La Sira".
Ovviamente, non manca l'imprescindibile cover di De André, e anche stavolta la scelta non è all'insegna dell'originalità ("Il Testamento di Tito").

ARSURA

Il gruppo etno-musicale "ArsurA" nasce nel 1998 dall’incontro di diversi amici provenienti da esperienze musicali e di vita differenti.
Dopo anni di continui cambiamenti, il gruppo raggiunge pianta stabile nel 2003, quando entrano, rispettivamente, tamburi a cornice e percussioni, basso e, anche se non in forma fissa, violino. Da allora ArsurA cresce e si stabilizza fino a raggiungere una certa stabilità e quel particolare groove che li caratterizza come gruppo non essenzialmente tradizionale, ma tuttavia profondamente radicato alla propria terra e con un occhio sempre aperto al mondo, al Mediterraneo.
Dal 2003, quindi, la band, composta da 7 fino a 9 musicisti, inizia a girare per il Salento prima e l’Italia poi, portando con successo la propria originalità stilistica e musicale, con un repertorio riccamente variegato in cui si alternano frenetiche pizziche in stile ArsurA a dolci nenie e canti di lavoro, di lotta e d’amore; il tutto, a costituire una salentina cornice intorno al tema originale della musica e della composizione d’autore, che la band propone legando sapientemente tradizione popolare locale ad espressioni ritmiche e musicali raffinate che si rifanno al reggae afro-giamaicano, alla samba, al balk, all’hiddish e un po’ a tutta la world music mondiale, con un occhio interessato a quelle culture che si affacciano sul Mediterraneo e che traggono da esso fonte di sviluppo e di ispirazione comune.

RISERVA MOAC

La "Riserva Moac" e il “global social balkan rock” nascono nel 2003 con l’obiettivo di abbattere le frontiere del suono e gli steccati della geografia e della storia.
Le parole e le note della band sono come martelli pneumatici contro tutti i muri, reali e invisibili, che ancora sopravvivono nel mondo.
Moac infatti è l’acronimo di "Molise Oriente Africa Cuba": la musica è capace di avvicinare i popoli e renderli meravigliose sfaccettature di un’unica fratellanza globale.

M. COLASURDO E SPACCANAPOLI

Un gruppo di musicisti da lungo tempo impegnati nello studio e nella riproposta della musica popolare; cerca di sviluppare una profonda e consapevole ricerca sulla musica, e più in generale sulla tradizione popolare (non solo napoletana) e sul suo senso nella società di massa, assorbendo e sintetizzando le influenze sonore e culturali, che storicamente sono pervenute dal bacino del Mediterraneo.
Frontman del gruppo è "Marcello Colasurdo", cantante e attore di formazione popolare.
Accanto a lui "Monica Pinto", voce femminile, al violino "Antonio Fraioli", anche compositore delle canzoni, i cui testi sono firmati da "Giovanni Vacca", studioso di tradizioni popolari.
Alla chitarra e al bouzuki "Emilio de Matteo", alla chitarra acustica e al basso "Oscar Montlbano".
Il gruppo ha pubblicato nel 2000 il CD "Lost Souls - Aneme Perze" per l’etichetta "Real World", registrato al "Capri Digital Studios" e prodotto dalla "Polyxena Edizioni Musicali".
Spaccanapoli è stato il secondo gruppo italiano a incidere per la prestigiosa etichetta.