DISO (LE), 28-29-30 Luglio / 27 Agosto 2006 - Piazza Carlo Alberto

PROGRAMMA
Venerdì 28 Luglio
ore 21.30 - APPESI A UN FILO
ore 23.00 - KRIKKA REGGAE
Sabato 29 Luglio
ore 21.00 - PYRAMYDES
ore 22.00 - LA ZURDA
ore 23.00 - OFFICINA ZOE'
Domenica 30 Luglio
ore 21.30 - ABASH
ore 23.00 - DOBET GNAHORE'
Domenica 27 Agosto - Piazza Sant' Oronzo
ore 21.30 - ATHANATON
ore 23.00 - "Ariacorte" (oggi "Compagnia Aria Corte") - "Festa del DECENNALE"

Manifesto

Etnica Diso Folk Festival 2006

Etnica Diso Folk Festival 2006

APPESI A UN FILO

Un notevole impatto live, ottima tecnica ed una lampante attitudine da palco; questi i punti di forza della giovane band salernitana.
Il repertorio è una miscela di "SKA" che si sposta con leggerezza e abilità dallo ska-combact verso sonorità ska-rocksteady, con stacchi reggae, pulsazioni reggae-muffin e incursioni etniche. Dirompente e incisiva, ritmica e precisa, la sezione fiati sostiene una voce vitale e l’energica presenza scenica della cantante.
Appesi A un Filo hanno suonato di spalla durante concerti singoli con gruppi del calibro di "Mau Mau", "99Posse", "Africa Unite", "24Grana", "E' Zezi" e "Klasse Kriminale".

KRIKKA REGGAE

Inizia l’avventura musicale sulle spiagge fra le feste notturne e dancehall attorno ai falò estivi. Nel 2002 e 2003 la KRIKKA partecipa a vari contest e realizza numerosi concerti in tutto il Sud, collabora con l’artista africano "Papa Zodiac", partecipa al "Pollino Music Festival" come spalla degli "Africa Unite".
In due anni di fittissima attività live, il sound e lo stile maturano e i risultati si vedono: la KRIKKA vince il concorso "Arezzo Wave" e si accredita come migliore reggae band emergente della penisola aggiudicandosi l’ Italian Reggae Contest.
Nell’Estate 2004 le opportunità di esibirsi di fronte a vaste platee e di dividere i palchi con i più quotati artisti reggae nazionali ed internazionali (Capleton, Sanchez ,Buju Bunton, Sud Sound System, Junior Delgado,..) si concretizzano con la partecipazione al Rototom Sunsplash, Arezzo Wave, Pollino Music Festival, Salento Summer Festival, Castello Reggae, Bob Marley Tribute e Vitulano Folk Festival.
L’anno si “chiude” alla grande per la KRIKKA : vince il premio fondazione Arezzo Wave Italia come migliore tra le band regionali del 2004 che consiste nella produzione e nella pubblicazione del loro primo cd dal titolo “DA MO’ S’AVAL”, ricevendo ottime recensioni dagli esperti del settore ed entrando anche in rotazione in varie radio nazionali; la KRIKKA esce dai confini nazionali al SOCHA REGGAE RIVER SPLASH, Festival reggae sloveno dividendo il palco con "LUCKI DUBE" e "HOUSE OF RIDDIM", incontrando artisti come "ANTONY B", "QUEEN OMEGA", e "ANTONY JOHNSON".
Altra grande apertura è quella sul main stage dell’AREZZO WAVE LOVE FESTIVAL sullo stesso palco di "JOE ZAWINUL" ed "ELIO E LE STORIE TESE" ed ancora "POSITIVE VIBRATION" a "COL FELICE" con "BOO BOO VIBRATION" e "ONE LOVE HI POWA" al "POLLINO MUSIC FESTIVAL" con "ROY PACI & ARETUSKA" al "TERME LIVE" con "BANDABARDO’ "

PYRAMYDES

Ben rari sono i gruppi ciadiani che girano nel mondo; e fra questi si distinguono i Pyramydes, gruppo originario di "Djamena", formatosi nel 1998, che mescola la lingua musicale tipicamente ciadiana con sonorità elettriche più contemporanee, creando così uno stile che gli è proprio e che è unico nel panorama della musica africana.
“Sole dell' Africa” è il loro nuovo album e sin dalla fondazione il gruppo è formato da otto vecchi amici, cristiani e musulmani insieme, attualmente composto da cinque musicisti che coscienti del poco peso della musica ciadiana nell'ambito della musica africana e mondiale hanno scelto di affermare la loro identità culturale, attraverso composizioni originali che attingono dalla tradizione del loro paese.

LA ZURDA

Questa giovane formazione argentina mostra un'intensità ed una ricchezza musicale figlia delle influenze e mescolanze culturali che si possono trovare in Sudamerica.
Le composizioni cariche di pathos e profondo feeling, costituiscono una sorta di viaggio emozionale per l'ascoltatore, ma anche una via di fuga virtuale dal tunnel della quotidianetà, dai luoghi comuni della musica massificata e senz'anima.
Le sonorità che i La Zurda porteranno in Europa, grazie al loro impatto live, saprà convincere i più scettici della loro genuina spontaneità, frutto dell’esperienza maturata nella loro terra, l'Argentina.
La forte carica emotiva che sprigionano è il segnale per cui la musica non è “intrattenimento”, ma bensì una ragione di vita, una guida dell'anima ed anche una speranza di un futuro migliore. Dal tango argentino al suono del “charango” alle ritmiche sudamericane ed un orecchio al Messico del suono “clandestino” precipitando con impeto nel "rock" non tradizionale.
La Zurda sanno offrire profonde emozioni, trascendono una sorta di spiritualità che proviene da dentro, immettono un’energia capace di coinvolgere gli ascoltatori in una sorta di trance scatenata, una carica adrenalinica dell'anima sostenuta dalla vena poetica delle liriche.

OFFICINA ZOE'

"Officina Zoè" sin dall’inizio è stata parte attiva e forse autentico lievito insieme a pochi altri di quel movimento salentino di riscoperta della più antica e travolgente forma di ritmo popolare che è la Pizzica-Pizzica.
Oggi ne rappresentano il lato più noto grazie al successo piovuto su di loro con la partecipazione, sia come attori, che come autori delle musiche, al film di "Edoardo Winspeare" - "Sangue Vivo". L’aspetto più interessante del loro lavoro è, oltre alla riproposizione, il rinnovamento del repertorio della Pizzica attraverso composizioni originali che rispettano lo spirito e a volte anche la lettera della tradizione.
Officina Zoè vanta oggi la partecipazione ai più importanti appuntamenti della Musica in Europa come l’edizione berlinese del "Womex", "Roma Villa Ada", il Premio "Tenco di Sanremo", l’Edizione palermitana del "Womad" di Peter Gabriel.
Inoltre da ricordare la premiazione con la "Grolla d’Oro" al "Festival di Saint Vincent" come migliore colonna sonora nonché la nomination al "Nastro d’Argento".

ABASH

Il gruppo si forma nell'Ottobre del '98 sulla scia della rinata musica etno-popolare salentina.
Alla ricerca di una identità, il gruppo incontra i ritmi tribali e ossessivi della vicina Africa e le suadenti melodie orientali, ma l'anima rock prevale e dà vita a quel rock mediterraneo un po' progressivo di cui gli Abash possono ritenersi unici interpreti. Maurilio Gigante scrive il primo brano,"Salentu e Africa" e sarà il loro manifesto musicale.
Nel maggio 2000 esce il loro primo CD "Salentu e Africa", prodotto dal gruppo dove finalmente il popolare e l'etnico trovano nuova linfa in una esplosiva miscela rock che specie nelle esibizioni live suscita l'interesse di quella critica pugliese meno distratta dal fenomeno "pizzica".
Il secondo disco esce nel Luglio del 2004 ed è prodotto da Rai Trade. Successo di vendite per gli Abash che con "Spine e malelingue" che confermano l'indirizzo progressivo della loro musica,ma anche il sogno di un Mediterraneo di pace e un Salento di nuove speranze.

DOBET GNAHORE'

Giovane cantante e percussionista ivoriana. Interpreta composizioni basate su polifonie tradizionali che combinano canti bété e canti pigmei centrafricani.
A sostenere la sua calda voce, sono i ritmi della musica pop-africana: dalla musica mandinga al bikoutsi camerunense, dall'high-life ghanese ai cori zulu, il tutto completato da un tocco di jazz.
Si inserisce perfettamente nell’ambito della musica che preferiamo definire "del mondo”, proprio perché il suo lavoro artistico rappresenta egregiamente i diversi stili e lingue proprie del continente africano.
Dobet Gnahoré che è figlia del percussionista ivoriano "Boni Gnahorè", possiede una voce calda e possente, unita da una forte presenza scenica, acquisita grazie alla lunga pratica con la danza ed il teatro.
Dobet scrive lei stessa i testi delle sue canzoni, che sono inizialmente concepiti in francese per poi essere tradotti nelle lingue delle diverse etnie presenti nella Costa D’Avorio.
Dobet è cresciuta, non solo artisticamente, nella comunità di Ki-Yi Mbock, di cui il padre è stato uno dei fondatori.

ATHANATON

Il gruppo "Athanaton" si forma a Zollino (LE) per gioco nel 1998.
La formazione subisce diversi cambi di elementi fino al raggiungimento di quella attuale costituita nell’Estate 2003.
Partecipa attivamente nel gruppo anche Alessia Tondo di Merine, voce della Notte della Taranta 2004.
L’allegra formazione di giovani musicisti prende il nome dal termine in greco antico Athanaton ( "immortale" ), non per superbia né per fanatismo, ma perché si crede che le tradizioni come i suoni, i colori e quanto caratterizza una terra e il suo popolo vadano esportate al mondo in modo da non far perdere le proprie tracce rimanendo così nel tempo "immortali" appunto.
La riproposta degli Athanaton propone canti della tradizione orale salentina e brindisina, che si aggiungono alla ormai popolarissima pizzica; si passa rapidamente dai canti d’amore eseguiti a tre voci, melodie che soffiano a est, a canti di lotta e di lavoro come “fimmene” e “lu sule calau“.

Ariacorte (oggi "Compagnia Aria Corte")

Portare di città in città il canto sociale che nasce dalla tradizione popolare e che identifica ogni popolo con la sua terra è l’idea di riferimento che la band salentina propone con il suo spettacolo nelle piazze di piccoli e grossi centri d’Italia, d’Europa e del Mondo.
Sono ormai da un decennio sulla scena musicale che ha accolto i ritmi della tradizione, ma nei loro concerti hanno ancora voglia di dire e raccontare quel magico mondo su cui poggia la musica.
Quella della tradizione riproposta però in una nuova traduzione sonora: intreccio di melodie di un mondo meticcio che nel sincretismo culturale trova la sua identità.
Ecco quindi che il frenetico ritmo del tamburello, proprio della più ancestrale tradizione salentina, si mescola con i suoni della chitarra battente, con quelli d’oltre mare del bouzuki, della mandola, del violino, dei flauti , avvolti nei mantici dell’organetto; suoni di strade lontane che si mescolano e su cui tesse il canto delle voci come fosse l’eco, non più di una tradizione chiusa nell’angusto spazio delle datazioni, ma di quel valore sociale ancora oggi vibrante nei più accesi del canto di lavoro, o più struggenti dell’amore, o ancora, mitici e travolgenti nell’irrazionalità della pizzica.
Il gruppo nasce nel ‘96 a Diso, a circa 45 Km a sud di Lecce, spinti dalla necessità di una riscoperta delle tradizioni popolari musicali della propria terra.
Nei dieci anni di vita il gruppo ha raggiunto un notevole successo di pubblico e ricevuto lusinghieri apprezzamenti dalla critica nei numerosi concerti eseguiti sia in Italia che all’Estero, tanto da essere considerato uno tra i più ricercati ed originali gruppi pugliesi.
La band ha all’attivo il cd "Ariacorte" (1999) autoprodotto, e "Taranzando" (2003) prodotto dalla Blond Records di Roma, importanti partecipazioni a festival e rassegne italiane ed europee in Svizzera, Francia, Austria e Slovenia. Nel 2000 suonano al "Carpino Folk Festival" (Foggia), al "Festival delle Culture Europee" a Ricetto di Candelo (Biella) e alla "Notte della Taranta"; nel 2001 ritornano alla "Notte della Taranta", partecipano all’Ariano Folk Festival ad Ariano Irpino (Avellino), ad "Ernica Etnica" a Veroli (Frosinone). Negli anni dividono il palco con Ambrogio Sparagna, Enzo Avitabile e Bottari di Portico , Agricantus, Mimmo Epifani, Eugenio Finardi, Spaccanapoli, Marcello Colasurdo, Lou Dalfin, Antonio Infantino, Riccardo Tesi....
Nel 2005 ottengono grande successo di pubblico e di critica con lo spettacolo “Mediterranima” proposto in molte città italiane e soprattutto all’estero, da ricordare a LONDRA ad "Earls Court 2" in occasione de “La Dolce Vita”, a BELFORT (Francia) in occasione del "FIMU" (Festival internazionale di musica universitaria), a ROVEREDO (Svizzera Italiana) e per ultimo in BRASILE in una tournèe dal 19 al 30 Agosto in occasione della “Mostra SESC deArtsMediterraneo” con concerti a San Paolo, Diadema, Mauà, Sao Caetano, Sao Bernardo e Osasco. A gennaio 2006 sono a CRACOVIA (Polonia) in occasione del “Treno della Memoria” insieme a Caparezza.